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13 Gen 2020

Coppetta Mestruale – nella storia ed oggi

Di recente abbiamo rilevato un crescente interesse sul tema della coppetta mestruale, le tipologie e i suoi vantaggi ed eventuali svantaggi.

Abbiamo perciò deciso di parlare di questo tema e affrontare in questo articolo un approfondimento utile. Per farlo, vorremmo partire dalla storia di questo oggetto e dai dati attualmente disponibili sulla sua percentuale di utilizzo.

Per cominciare: com’è nata la coppetta mestruale? 

Non è sorprendente immaginare che la coppetta mestruale sia stata inventata da una donna, Leona W. Chalmers. L’attrice e cantante americana degli anni ‘30 si dedicò alla sua invenzione dopo aver deciso che il teatro non era il posto ideale per lei.

La coppetta mestruale è in circolazione fin da allora, proprio come il tampone monouso commerciale, nonostante sia rimasta in sordina, almeno in Italia, fino a pochissimi anni fa.
Erano gli anni ’40 e le donne erano ancora stigmatizzate nel periodo del mese in cui avevano il loro ciclo (gli anni della liberazione sessuale erano ancora lontani). 

Ancora negli anni ‘50, era sempre severamente vietato utilizzare le parole "vagina" e "mestruazioni" nelle pubblicità, e commercializzare la coppa non era un gioco da ragazzi.
Si dovrà attendere il 2010 perché in uno spot televisivo sia menzionata la parola vagina e si parli più liberamente della mestruazione. 

L’azienda Tassette negli anni 50 rilevò i diritti di commercializzazione della coppetta dalla inventrice Chalmers e decise di fare una campagna di sensibilizzazione all’uso. Cominciò ad inviare in regalo coppette alle infermiere, e in cambio chiese di consigliare la coppetta alle persone che cercavano prodotti per la salute mestruale.

Questo fu un ottimo tentativo, ma non dobbiamo a Tassette la diffusione della coppetta mestruale. La società infatti chiuse negli anni ‘70 e dobbiamo arrivare a tempi più vicini a noi per ritrovare la coppetta mestruale in commercio.

Dopo 20 anni di assenza dal mercato, è proprio durante il 21° secolo che si vede nuovamente l'ascesa dell'uso delle coppette anche grazie alla invenzione del silicone per uso medico (usato nelle moderne coppette mestruali).

Una benedizione per le donne che erano allergiche alla gomma di lattice.

Statistiche sulla coppetta mestruale

Un articolo pubblicato su The Lancet Public Health, intitolato “Menstrual cup use, leakage, acceptability, safety, and availability”: a systematic review and meta-analysis, ha effettuato un’accurata revisione di studi internazionali sulla coppetta mestruale, analizzandone in particolare i seguenti aspetti: le perdite, l’accettabilità, la sicurezza e la disponibilità/livello di informazione.

Le fonti selezionate per la comparazione dei dati, sono state raccolte sulle più accreditate piattaforme di ricerca, come PubMed, Cochrane Library, Web of Science, Popline, Cinahl, Global Health database, Emerald, Google Scholar, Science.gov e WorldWideScience.

Dai 22 articoli di analisi quantitativa o qualitativa emersi dalla selezione in base a dei criteri specifici (come la individuazione dell’argomento trattato e il tipo di studio), è emerso che:

  • In tutti gli studi qualitativi, l’adozione della coppetta mestruale richiede una fase di familiarizzazione che può durare anche per diversi cicli mestruali

  • Da 13 articoli risulta che una media del 73% delle partecipanti, alla conclusione dello studio, ha dichiarato di voler continuare ad utilizzare la coppetta mestruale

  • L’uso della coppetta mestruale non sembra avere effetti avversi sulla flora vaginale (dato emerso da 507 donne in 4 studi differenti).

  • Delle 507 donne valutate, sono stati riportati in seguito all’utilizzo della coppetta anche episodi di dolore o lesioni vaginali (5 donne), allergie o irritazioni (6 donne), problemi al tratto urinario (9 donne di cui tre con idronefrosi) e sindromi da shock tossico (5 donne).

  • 13 donne hanno riportato la dislocazione di dispositivi intrauterini in periodi da 1 settimana a 13 mesi dopo l’inserimento del dispositivo.

  • Infine, sono state identificate 199 marche di coppette mestruali con disponibilità in 99 paesi

La conclusione dello studio comparativo indica che le coppette mestruali sono un’opzione sicura per la gestione del ciclo mestruale utilizzata a livello internazionale, tuttavia sono ancora necessari ulteriori studi in materia, soprattutto per quel che riguarda l’effetto ambientale rispetto agli altri prodotti attualmente sul mercato, e il rapporto costo/benefici.

Per ulteriori informazioni, ecco qui il link all’articolo originale (in lingua inglese)


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