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Menopausa

"Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla,  se non la loro intelligenza" - Rita Levi Montalcini, 1909 - 2012

 

Menopausa

La menopausa è l'evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell'età fertile. Quando una donna entra in menopausa, le sue ovaie cessano di produrre follicoli ed estrogeni. Nella donna le ovaie iniziano la produzione di ovuli all'età del menarca (prime mestruazioni); tale attività cessa spontaneamente tra i 45 e i 55 anni.  La menopausa,  è accompagnata abbastanza spesso da disturbi. Il suo arrivo non è infatti “indolore” e  per il 10% circa delle donne, i disturbi e i disagi possono condizionare s
ignificativamente la qualità di vita. Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 medici  italiani rivela che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49 % sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Altri sintomi  frequenti sono: palpitazioni a riposo, insonnia, secchezza vaginale, riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di concentrazione, maggiore  affaticabilità, dolori articolari etc. Aumenta inoltre il rischio di malattie cardiovascolari e diminuisce la densità ossea, con maggior rischio di fratture e osteoporosi.
Clinicamente, però, la menopausa fa parte di un periodo più lungo, chiamato climaterio, che inizia alcuni anni prima della fine del ciclo mestruale (periodo  variabile da donna a donna), e si conclude alcuni anni dopo la menopausa. Quindi, la scomparsa delle mestruazioni è soltanto una dei segni più evidenti della menopausa, ma non certo il mutamento più importante che avviene nel corpo della donna. Si parla invece di menopausa precoce quando la menopausa si verifica prima dei 40 anni, condizione che interessa circa l'1 per cento delle donne.
Il ginecologo ha il compito di prendersi cura della donna in menopausa valutando con lei, in base alla sua storia personale e clinica, l’opportunità di effettuare appropriati accertamenti (cardiologici, mammografia densitometria ossea etc..), di stimolarla  a mettere in atto cambiamenti nel suo stile di vita (alimentazione, attività fisica etc.) ed eventualmente di intraprendere opportuni trattamenti. Da ultimo, ma non per importanza, il ginecologo può parlare con lei delle problematiche relative ai cambiamenti nella sessualità. Le donne sono molto spesso confuse e spaventate dai vari bombardamenti mediatici e dalle informazioni a volte estremamente contrastanti che ricevono.
 

Affidarsi al ginecologo è importante,  in quanto medico competente per la cura delle problematiche di genere di cui la menopausa è una delle principali espressioni per poter affrontare con serenità e buona salute questo nuovo cambiamento.
Oggi sembra che l’imperativo categorico  “non invecchiare” sia diventato così dilagante e devastante che quasi nessuna donna, appartenente a qualunque strato sociale, purchè rigorosamente occidentale, appare esserne immune. Il corpo sembra diventare così una sorta di oggetto coatto da mantenere sempre uguale sottraendogli così vita e vitalità. Infatti, quando la cura estetica diventa estrema il corpo deve rimanere immobilizzato ed ingabbiato nella pretesa di un sogno di giovinezza che non ammette sconfitte. Il corpo diviene luogo di predazione, finisce col rispondere alla sola legge della presunta perfezione di chi lo abita.
 

Cos'é l'osteoporosi?

L'osteoporosi è una malattia sistemica dell'apparato scheletrico caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Le ossa diventano quindi più fragili e sono esposte ad un maggior rischio di frattura per traumi anche minimi. Le fratture costituiscono l'evento clinico più rilevante dell'osteoporosi, anche perché interessano con maggiore frequenza il polso, le vertebre ed il femore.
La rilevanza dell'osteoporosi deriva anche dalla sua diffusione: l'incremento della vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni ha fatto salire il numero degli individui a rischio di osteoporosi e quindi di frattura, e la tendenza appare inesorabilmente in aumento. L'osteoporosi è una patologia determinata da numerosi fattori genetici, ormonali, ambientali etc...
Per comprendere meglio i meccanismi attraverso i quali l'osso può diventare “fragile”e rarefatto  sino a perdere le caratteristiche sue proprie di elasticità e resistenza, è importante conoscerei meccanismi che regolano la suacrescita ed il suometabolismo. L'osso non è una struttura inerte, ma un tessuto molto attivo che si rinnova costantemente e rapidamente nel corso della vita. La struttura generale dello scheletro è rappresentata da un substrato di proteine molto resistenti ed elastiche (collagene) nel cui contesto si depositano i cristalli di calcio e fosfato (idrossiapatite), che conferiscono rigidità e consistenza. Lo scheletro dell'individuo adulto contiene quasi il 99% di tutto il calcio presente nell'organismo. La disposizione del tessuto così calcificato è caratteristica: nella parte esterna dell'osso (corticale) è particolarmente densa, all'interno (componente trabecolare) assume un aspetto ad alveare che contribuisce a renderlo più leggero senza ridurne la capacità di sopportare carichi. L'osso ha anche una componente cellulare, come qualsiasi altro tessuto. Le sue cellule sono altamente specializzate e dedicate alla formazione di nuovo osso (osteoblasti), alla distruzione ed al riassorbimento dell'osso invecchiato (osteoclasti),e verosimilmente alla regolazione autonoma di queste due attività (osteociti). Il processo metabolico generale prende il nome di "rimodellamento".
L'osteoporosi sopraggiunge come evento finale quando viene riassorbito più osso di quanto non se ne formi. Poiché il rimodellamento nel suo complesso è regolato da un'enorme serie di fattori (ormoni, farmaci, attività fisica, patologie locali etc.) le cause che possono condurre allo sbilanciamento dei processi di formazione e riassorbimento, e quindi all'osteoporosi sono assai numerose.
Durante l'infanzia e l'adolescenza prevale la formazione di nuovo osso; la massima capacità di accumulare minerale nell'osso viene raggiunta al momento del cosiddetto "picco di massa ossea" intorno ai 20-25 anni nella donna ed i 25-30 anni nell'uomo. Dopo questa data, se i meccanismi di controllo funzionano bene, l'osso rimane in equilibrio, nella donna sino alla menopausa, nell'uomo sino a 65-70 anni.

Alla menopausa, di norma tra i 45 anni e i 55 anni, la rapida cessazione della secrezione di estrogeni condiziona una perdita progressiva di minerale dallo scheletro femminile. Una menopausa precoce o la menopausa chirurgica (ovariectomia) anticipano il momento in cui la donna inizia a perdere minerale. La caratteristica della sindrome osteoporotica è quella di essere silente, anche nelle forme più avanzate.
 
Quali sono i fattori di rischio per l’osteporosi?

Solo in casi limitati l'osteoporosi può essere provocata da una sola causa, e si tratta in genere di osteoporosi secondaria ad altre malattie. Nella maggior parte deicasi è  possibile riconoscere  uno o più fattori che  giocano unl ruolo determinante nel produrre osteoporosi. Alcuni fattori di rischio sono genetici e quindi non possono essere modificati. Tra questi, il più rilevante è il sesso femminile.
L'osteoporosi interessa la donna con un rapporto 8 a 2 nei confronti dell'uomo. L'età  può essere considerata di per sé un fattore di rischio, in quanto più si va avanti con gli anni e maggiore è la quantità di osso che si perde progressivamente. Altri fattori di rischio sono la taglia corporea ridotta e la razza.
Sempre di natura genetica è il rischio legato alla storia familiare. La massa ossea si presenta ridotta nelle donne i cui genitori o ascendenti erano osteoporotici. Tra i fattori di rischio dipendenti da abitudini di vita e nutrizionali, o da assunzione d farmaci e  quindi modificabili, ci sono il fumo, l'eccessivo consumo di alcolic  e la vita sedentaria (riducendosi le forze muscolari applicate all'osso, lo scheletro riduce la sua mineralizzazione come risposta di adattamento). Tra i fattori nutrizionali si possono includere le diete sbilanciate povere di sali minerali, l'assunzione di calcio non adeguata alle richieste (a seconda dell'età, si dovrebbero introdurre con gli alimenti 800-1000 mg di calcio al giorno), la dieta prevalentemente carnea (l'eccesso di proteina induce perdita di calcio con le urine).
L'osteoporosi secondaria ad altre malattie (neoplastiche, endocrine, gastrointestinali, renali, autoimmuni etc.) fa parte del quadro clinico della patologia principale e deve essere presa in considerazione esclusivamente dal medico. Alcuni farmaci (corticosteroidi, eparina, anticoagulanti orali, anticonvulsionanti, sali di litio) inducono direttamente una perdita di minerale dall'osso, che è indipendente dal sesso e dall'età.

Come si diagnostica l’osteoporosi?

L'indagine strumentale adeguata per una diagnosi precoce di osteoporosi è la Densitometria Ossea, conosciuta anche come MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Essa viene eseguita con apparecchiature specialistiche che misurano la quantità di minerale (Bone Mineral Content, BMC) o la Densità Minerale (Bone Mineral Density, BMD) del segmento osseo in esame.

Dettagli

Argomento:
Patologie
Esperienza e Competenza
Data: 30 Apr, 2020
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